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Il lavoro dell’artista non si ferma mai all’apparenza ma la sa trasformare in un’idea, in una visione…e apre a legami e relazioni nuove, senza tempo, in cui memoria e futuro sono posti sullo stesso piano.

Valerio Dehò, Look Around – Somewhere

 

Ho voluto dedicare la serie Pi greco alla forma circolare. Il mio non vuole e non può essere un lavoro esaustivo: dalla notte dei tempi vi sono innumerevoli idee, interpretazioni sia condivise che personali legate a questa figura, con ancor più svariate sfumature. Sarebbe davvero impossibile considerarle tutte.  Il cerchio è magia, preveggenza, perfezione, divinità, universo, cielo, spirito, levitazione, ascesa, armonia, velocità, risucchio, fuga…e moltissimo altro. Così è che suggestioni e associazioni personali aprono la strada a tutte le possibili interpretazioni di ogni singolo osservatore. Il cerchio per me può essere Whenua, una parola della lingua Mahori dal doppio significato, “terra” e “placenta”; quest’ultima generatrice del mondo, ma anche il luogo della nostra prima dimora. I petali di Margherita mi ricordano purezza del sentimento amoroso, ma anche la sua caducità, il gioco del “m’ ama non m’ama”, la ricerca dell’amore attraverso un colore che qui diventa genere e, come un magnete, può attrarre, ma pure respingere, liberare, lasciando possibilità a nuovi percorsi.  Imprevisto mi suggerisce l’idea dell’imprevisto in una vita troppo retta e monotona, mentre Testimone mi ricorda un bulbo oculare sbarrato come schermo di cose vissute. In Anima,  alla sublime calligrafia di un profeta – i cui versi recitano il Corano, “Allah è unico, Dio è assoluto!…” – si sovrappone una purissima anima bianca che fluttua sempre più distante dalle parole degli uomini. Acchiappasogni volatilizza i miei incubi più bui, mentre Dono brilla di raggi lucenti e promette regali; l’imbuto di Risucchio mi riporta indietro mentre in Preveggenza si intuiscono preveggenze di sentieri diversi che curano dalle ferite di un percorso ripetitivo e difficile suggerito da Lama.  Sempre mi è ben presente la possibilità di trovare una via di fuga in Fuga, di ri-cominciare con forza in Sorto, di innalzarsi luminosi in Levitazione, di dipanarsi leggeri – quasi fosse una danza – in Avvolto, di creare perfezione in Genesi ricordandomi con Trascendenza, tuttavia, l’impermanenza del mio stato.

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