Solo

Il giorno di Natale i miei l’avrebbero passato meglio in Cielo.  Nel mio Cielo, il Natale era una ricorrenza poco sentita.  Qualcuno si vestiva di bianco e fingeva d’essere un fiocco di neve, nient’altro…La verità era molto diversa da quella che ci insegnavano a scuola.  La verità era che la linea tra i vivi e i morti, a quanto pareva, poteva essere opaca e sfumata.

Alice Sebold, Amabili resti

Mi piace pensare che forse la fisica un giorno darà una spiegazione scientifica al nostro passaggio in una dimensione atemporale, che la vita non sia solo questa, ma continui altrove. All’inizio ci si potrà sentire soli, si dovrà imparare molto, non ci sarà forse spazio per parole, abitudini, tempo, oggetti. Il nostro mondo, la nostra attività sarà sconfinata in un pensiero infinito. Un pensiero che potrà raggiungere la luce solo quando non sarà afflitto dal dolore distruttivo di chi resta, solo quando chi ci ha amato riuscirà ad utilizzare il suo dolore come uno strumento di forza e conoscenza. In questa serie di fotografie, Solo, provo ad immaginare i primi momenti, l’arrivo in una possibile nuova dimensione, vedendolo attraverso il filtro dell’immaginazione.  Volti e persone un po’ sole e smarrite, ignare sul da farsi, in quell’altrove che forse non sanno ancora di aver raggiunto. C’è l’incertezza, l’inquietudine, la paura dei primi attimi, ma anche la determinazione, la riflessione, la pace. E, nello stesso tempo, a tratti, una vaga percezione della presenza oltre l’attraverso

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