Words

Ogni opera d’arte credo ottenga il proprio risultato, parlare la lingua del proprio presente, quando dal proprio tempo riesce a costruire un altro tempo….Nella loro assoluta semplicità, queste foto ottengono quello che vogliono, facendoci immaginare con pochissimo, tantissimo. Costruiscono il mistero della quotidianità salvando l’inutilità del quotidiano.

Francesco Bonami, Words

 

Words è una serie di fotografie di parole che si stavano perdendo o che si sarebbero potute perdere, e che invece volevo fermare prima della loro inutilità, prima che cambiasse la luce, si sovrapponesse una voce, si strappasse il foglio, si voltasse la pagina.  Sono parole trovate ovunque: su bacheche, nella spazzatura, per terra, su libri letti e amati, su antichi testi… Cercavo in frammenti e strappi l’eco di un discorso che pur interrotto non perde la sua poesia. Ho seguito anche un mio personale viaggio nella memoria: molte di queste foto riguardano momenti legati alla mia vita – ma non ho voluto che questo condizionasse l’osservatore.  Mi basta pensare che egli possa intuire a sua volta le storie che queste parole avrebbero voluto continuare a raccontare prima di essere perdute. Per Words ho curato un catalogo dove, agli scatti di parole dimenticate, ho voluto affiancare altre parole, distinte e autonome da quelle che avevo ripreso, scritte da amici, intellettuali e artisti che hanno condiviso con me questa dedica alla scrittura e al suo tempo finito.

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